Grafologia
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1 visitatore online| Marylin: un caso interessante |
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La grafologia permette di individuare rapidamente nel soggetto quelli che sono i suoi “tratti essenziali” in quanto l’oggetto di studio è la scrittura ovvero la mappa di un paesaggio interiore dove i simboli sono i mezzi con cui l’inconscio entra nella sfera della coscienza. La scrittura è inoltre un complesso prodotto di un atto neuro-psico-motorio elaborato attraverso fattori neurochimici. Il disegno e la grafia sono test proiettivi che registrano l’impronta e il vissuto di quell’energia psichica individualizzata che si esprime attraverso i simboli dell’inconscio. Lo studio della scrittura permette di individuare la realtà profonda di chi scrive. Quando ci si trova davanti ad un soggetto, molte sono le risposte alle quali si deve arrivare. La grafologia consente di acquisire delle informazioni immediate e per questo è di fatto utilizzata come strumento diagnostico. Le risposte che si possono ottenere sono: Come reagisce al suo ambiente sociale? Quale è il suo temperamento? E’ equilibrato, ordinato, autoritario, impulsivo, emotivo, indeciso? Queste sono solo alcune delle informazioni che si possono trarre contestualmente all’osservazione di una grafia. Negli ultimi anni si sono aperte varie ricerche scientifiche convalidate. Citiamo in campo medico lo psichiatra Ajuriaguerra, riguardo alle scale di disgrafia nei bambini e adolescenti. Nel 1988 all’università di Buenos Aires un’equipe composta di una grafologa, uno psicologo ed un oncologo, hanno condotto una ricerca in cui ben il 75% dei pazienti oncologici, avevano i medesimi tratti grafici. Abbiamo condotto una ricerca comparativa tra la grafologia, le psicotipologie e le tipologie energetiche utilizzate nel campo medico dell’Agopuntura, avvalendoci del testo di Agopuntura clinica del Dott. M. Mussat, lavoro presentato per la prima volta al Convegno di Medicina Energetica di Maiori del 2002. In questa sede vi esporremo ulteriori risultati, mostrandovi visivamente la comparazione tra queste materie incentrandoci nella visione della struttura olistica. Abbiamo scelto la grafia di un personaggio emblematico e noto a tutti, una figura che è entrata nell’immaginario collettivo di intere generazioni, Marylin Monroe. Percorreremo insieme le tappe della vita di questo personaggio misterioso esaminando le sue impronte “la sua grafia”
Grafia n° 1
Yang ming/Tai yin – anale/tracce oralità (15 anni) Il soggetto è chiuso, sulla difensiva, riservato, ha paura di lasciarsi andare e pone una certa distanza tra se e gli altri. Siamo in presenza di una scrittura maschera. (Piccola in dimensione, sinistrorsa, giustapposta, compatta)
Grafia n° 2
Shao yang/Yué yin – fallico/sentimento Notevole cambiamento: dalla chiusura all’esteriorizzazione. Il soggetto acquista una maggiore fiducia in sé, nella vita, ma non è a suo agio con sé stessa e non realizza una piena autostima. Nel sociale fissa mete ambiziose e compensa la sua vulnerabilità con un ego inflazionato. (slancio nella composizione delle lettere, assi destrorsi, spazio tra lettere e tra parole ristretto) dimensioni ipertrofiche, intricamenti, legata)
Grafia n° 3 Yang ming/Tai yin/Shao Yang – tracce analità/sentimento/fallico/ Apparentemente esuberante, vezzosa, più attenta ad apparire che ad essere. Seduttiva e ammaliante per bisogno di conferme e per ricevere consensi (fluida, lacci, ornamenti, allunghi inferiori e superiori, maiuscole ipertrofiche)
Grafia 4 Yang ming/yué yin – anale/pensiero La grafia rispecchia un momento della vita di Marilyn di accentuata depressione (8 anni in terapia). Tensione interna; mantiene la progettualità della grafia n. 2 ma c’è un ritorno alla chiusura e all’insicurezza della grafia n. 1. (Dimensioni ridotte, inclinata a destra, legata, serrata tra parole)
Il punto forte della Grafologia è quello di fotografare l’anima del soggetto, rintracciando nel tempo il percorso della sua vita, anche senza essere venuti a conoscenza diretta con l’interessato, come potete vedere in quest’ultima diapositiva, che mostra l’evoluzione negli anni della stessa persona attraverso quattro scritture, in questo caso quella di Marylin Monroe. Grafie 1-2-3-4
Marilyn Monroe Nacque con il nome di Norma Jeane Mortenson, e fu battezzata Norma Jeane Baker nel reparto dell'ospedale della contea di Los Angeles, California, riservato agli indigenti. La madre era Gladys Pearl Monroe. I biografi concordano che l'uomo indicato come il padre nel certificato di nascita, Martin Edward Mortenson, il secondo marito di Gladys, non fosse in realtà il suo vero padre. La sua paternità non è mai stata definita in modo chiaro. Sembra più probabile che il padre fosse Charles Stanley Gifford, un impiegato delle vendite dello studio cinematografico dove la madre lavorava al montaggio. Il divorziato Gifford non volle legami e lasciò Gladys non appena lei lo informò della sua gravidanza. Gladys era la figlia di Otis Elmer Monroe (1865-1909) e Della Hogan (1876-1927). Dapprima sposò John Newton Baker, che rapì i loro due figli, Robert Jasper "Jackie" Baker (16 gennaio 1918-16 agosto, 1933) e Berniece Inez Gladys Baker (nata il 30 luglio 1919), quando la coppia si separò. In seguito sposò Mortenson, ma i due si separarono prima che Gladys rimanesse incinta di Norma Jeane. Non riuscendo a persuadere la madre Della ad occuparsi della bambina, Gladys si risolse ad affidare Norma Jeane a Wayne e Ida Bolender, a Hawthorne, una località a sud-ovest di Los Angeles. Norma Jeane visse con loro fino all'età di sette anni. I Bolender erano una coppia religiosa ed integravano le loro magre entrate prendendo bambini in affido. Nella sua autobiografia, My Story, scritta con Ben Hecht, Marilyn disse che era convinta che loro fossero i suoi genitori finché Ida, piuttosto brutalmente, non la corresse. Dopo la sua morte Ida disse che rimasero sempre in contatto e che avesse avuto la seria intenzione di adottarla, cosa che non poté fare senza il consenso di Gladys. Gladys veniva in visita ogni sabato, ma non abbracciò né baciò mai Norma Jeane, nemmeno mai le sorrise. Un giorno Gladys le disse di aver comprato una casa per loro due. Qualche mese dopo il trasloco Gladys soffrì di un esaurimento nervoso. Marilyn ricordò la madre "urlare e ridere" mentre veniva portata di forza all'ospedale psichiatrico statale di Norwalk. Tra il mobilio della casa dove Norma Jeane e sua madre vissero insieme, se pur per breve tempo, c'era un pianoforte bianco. Una volta divenuta famosa, Marilyn assunse un investigatore privato per ritrovare quel pianoforte, e da allora non se ne separò mai più. "I momenti più felici della mia infanzia furono intorno a quel pianoforte," disse. Nel 2000, molti beni di Marilyn furono messi all'asta da Christie's e quel pianoforte bianco fu comprato dalla cantante Mariah Carey. Norma Jeane fu presa in custodia dalle autorità statali. La migliore amica di Gladys, Grace McKee, poi Goddard, divenne la sua tutrice. Dopo il matrimonio di Grace con il signor Goddard, il 4 aprile 1935 , Norma Jeane fu mandata prima all'orfanotrofio di Los Angeles, dove rimase fino al 1938, e poi affidata a ben dodici diverse famiglie, dove subì violenze e trascuratezza. Quindi, nel settembre del 1941, Grace McKee Goddard la riprese con sé. Norma Jeane conobbe il figlio di un vicino, James Dougherty, che divenne poi il suo primo marito. Il matrimonio avvenne il 19 giugno 1942, per poi cessare con il divorzio il 13 settembre 1946. I Goddard stavano per trasferirsi sulla costa orientale degli Stati Uniti e ritennero che il matrimonio fosse una buona cosa per l'ormai teenager Norma Jeane. Era una ragazza con poca stima di sé, ma anche con un lato aggressivo ed opportunistico. Era molto più intelligente ed infelice di quanto possa far pensare l'immagine che il cinema diede poi di lei. Nel 1945 il lavoro di Norma Jeane consisteva nell'ispezionare paracadute, mentre il marito era nella marina mercantile. Un giorno un fotografo la notò e le chiese di posare in un suo servizio. Poco dopo Norma Jeane si trasferì dalla suocera e firmò un contratto con un'agenzia di modelle, il 23 luglio 1946, che le fruttò il suo primo contratto con la 20th Century Fox, della durata di sei mesi per un compenso pari a 75 dollari. In My Story racconta come fu scelto il suo nome d'arte. Quando Norma Jeane disse a Grace che un impiegato della Fox aveva suggerito "Marilyn", Grace rispose che stava bene con il nome da nubile di sua madre, Monroe, poi le disse che conservava documenti in grado di provare che Gladys fosse una diretta discendente del presidente James Monroe. Quei documenti non sono mai venuti alla luce. Il nonno materno di Marilyn, Otis Monroe, era figlio di Jacob Monroe (1831-1872), pertanto una tale ascendenza è piuttosto improbabile. Gli anni seguenti furono difficili. La madre Gladys, durante il suo ricovero all'ospedale psichiatrico, sposò il suo ultimo marito, John Stewart Eley, che morì nel 1952. I biografi raccontano che Marilyn frequentava il "giro delle feste" quando il 31 dicembre 1948 incontrò Johnny Hyde, un associato dell'agenzia William Morris, ad una festa data dal produttore Sam Spiegel. Anche Hyde, come Grace Goddard, credeva che Marilyn fosse destinata a diventare una grande stella ma, a differenza di Grace, aveva i mezzi per aiutarla in questo senso. Hyde aveva già scoperto Lana Turner ed annoverava Rita Hayworth tra le sue clienti. Benché sposato e vecchio a sufficienza per essere suo padre, Hyde si innamorò follemente di lei. Con la sua insistenza, la fece inserire nei cast di Giungla d'asfalto e Eva contro Eva.
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